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Festival di Sanremo: filosofia zen e social tv

Screenshot da "Wes Anderson" - I Cani

Screenshot da “Wes Anderson” – I Cani

Puntuale come il freddo nei giorni della merla anche quest’anno sta arrivando il Festival di Sanremo. Dal 10 al 14 febbraio su Rai 1 andrà in onda la 65edizione del festival di Sanremo e saremo fagocitati dall’annuale bolla televisiva della città dei fiori. Come sopravviverò alla bolla? Grazie a un manciata di filosofia zen e la social tv. Volete farlo anche voi? Ecco come.

Per una manciata di giorni respireremo, ascolteremo, mangeremo, espelleremo (?) le canzoni e il gossip di Sanremo da mane a sera. È come se il circo fosse arrivato in città e che ti piaccia o meno quel tipo di spettacolo non puoi tapparti le orecchie tutto il giorno per non sentire l’imbonitore che ne annuncia l’arrivo, o chiudere gli occhi mentre cammini per strada per evitare di vederne i chiassosi cartelli pubblicitari: potresti andare a sbattere e perderti magari la vista di altre cose (forse anche belle).

Da un po’ di tempo quando mi trovo davanti all’ingresso in “bolle” come queste (le visualizzo come gigantesche bolle di sapone che racchiudono temporanei ecosistemi) per quanto televisive o esistenziali che siano, faccio mia una millenaria strategia zen:

“se non puoi batterli fatteli amici”.

Ecco che consapevole di ascoltare musica italiana e canzoni lontane dal Festival di Sanremo, di andare a concerti di artisti che nemmeno sanno cosa sia, mi lascio travolgere dall’onda senza opporre resistenza.

Tippi Hedren Hitchcock Uccelli

Anzi, per il Festival di Sanremo che sta per arrivare ho fatto di più che lasciarmi andare ad una passiva arrendevolezza, ho addirittura trovato dei validi motivi per cui la 65edizione del festival di Sanremo condotto da Carlo Conti con le vallette Arisa ed Emma Marrone sia uno spettacolo migliore dei Grammy Awards di LL Cool J.

Non lo credete possibile? Beh niente è possibile con la visualizzazione positiva all’interno della bolla (ohm…ohm…ohm…) ma non contenta di questo training autogeno farò di meglio, mi godrò l’ondata del festival di Sanremo stando a mollo nel salvifico mare della social tv.

Cos’è la social tv? Un divano virtuale dove stare seduti con amici online e commentare lo spettacolo che si guarda, nè più ne meno come un gruppo d’ascolto in carne de ossa, solo che non dovete risistemare il salotto quando gli amici se ne sono andati. Quest’anno sarò in compagnia delle Social Gnocks, una portentosa community online di appassionate di social media e professioniste del web che non si prendono troppo sul serio e sanno fare rete.

Il logo delle #Socialgnocks

Il logo delle #Socialgnocks

Ci ritroveremo per ogni serata del Festival di Sanremo come brave comari di paese, solo che commenteremo il festivàl (con l’accento sulla a alla Mike Bongiorno) non sul pianerottolo con il pentolino di ragout in mano ma su Twitter, Facebook e G+ con l’hashtag #sanremognocks impresso nelle dita. Se volete sedervi sul divano con noi citofonare interno Twitter, Facebook e Google +. Che dite, aggiungiamo un posto al divano?

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2 thoughts on “Festival di Sanremo: filosofia zen e social tv

  1. Pingback: Festival di Sanremo 2015: #verybello per 5 motivi | [‘strændɪd]

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