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Try a little strandedness: Londra e me

come and drinkNon so che cosa Londra abbia di così speciale.

Per me.

Ogni volta che ci vado è come una seduta da uno psicanalista, un po’ più superficiale e pop ma di sicuro effetto. A quindici anni avevo la foto al Rock Circus con la cera di Bon Jovi che mi abbracciava sorridente (in realtà io abbracciavo lui ma la differenza era davvero impercettibile). Ricorderò sempre l’odore della periferia dove ero ospite, un misto di ragù e mincemeat che mi disgustava ogni volta che andavo verso la stazione della metro.

Londra mi fa sentire al centro e alla periferia del mondo nello stesso momento, dove tutto accade ma sono solo un pedone tra milioni, mai abbastanza per lei.

Come quando ci tornai per lavoro ed in un’altra delle sue innumerevoli periferie cercavo l’indirizzo di un cliente. Nessuno sapeva la strada, tranne Péter il croato. Andava in quella direzione e mi avrebbe accompagnato. Grazie Péter, esempio della tipica cortesia inglese immigrata. Lungo la circonvallazione mi indicò che dovevamo attraversare un sottopassaggio. Imboccammo le scale, il tunnel era deserto, sopra di noi il rumore dei camion copriva le parole di Péter e cominciai a pensare di non essere abbastanza sveglia per una città come Londra.

L’uscita era ad una trentina di passi e ad ognuno pensai che Péter mi avrebbe messo una mano sulla bocca, spinto contro il muro e mi avrebbe strappato la borsa. Ero vestita elegante, avevo il cappotto nero e la borsa coordinata, ero truccata, avrà pensato che sono benestante e ha deciso di attirarmi qui.

Mettendo piede sulla scalinata d’uscita non mi sentii mai così lontana dalla realtà, con Péter al mio fianco che continuava a raccontarmi della sua famiglia, ma io avevo evidentemente perso qualche passaggio del suo racconto.

Un mese fa a Brick Lane, tra bancarelle vintage e profumo di street food in una mattina brumosa, scandita dalla Stand by Me di un busker talentuoso viene verso di me Russell Brand, trascinato da un maremmano impaziente. A Londra, in uno dei quartieri più caratteristici incontro un emblema del moderno british humour e non gli chiedo una foto? Mr. Brand è gentilissimo nel rimbalzarmi “Sto andando a un appuntamento cara, temo di arrivare tardi, mi spiace…Take care” e il suo montone color cammello è l’ultima cosa che vedo mentre il maremmano lo trascina di buona lena. Un attimo prima ero perfettamente integrata con l’ambiente, ora sono un’intrusa italiota nell’understatement britannico.

Mi siedo a teatro e The Commitments è travolgente, il regista ha girato la versione in cucina di Macbeth con James McAvoy, che ho visto e ho trovato geniale e poi McAvoy è tra i miei attori preferiti e penso che tutto ora è come vorrei e così uguale a me da sentirmi parte dello spettacolo, del teatro, del West End, di Londra.

Quando Deco parte con Try a little tenderness mi accorgo che Londra mi fa capire che io sono tutto questo, centro e periferia allo stesso tempo.

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